La Svizzera di casa nostra: la Valleriana

Dieci piccoli piccoli paesi arroccati su alti colli, tutti circondati da mura difensive. Il numero di persone che abitano questa zona è oramai esiguo ma non per questo la Valleriana ha perso il suo fascino o la sua natura incontaminata.E’ questa la “Svizzera Pesciatina”, nome dato alla zona sul finire del 1700 da Jean Charles Leonard Sismonde de Sismondi, economista, storico e critico letterario svizzero. Nato e cresciuto proprio nel paese elvetico, nel 1795 fugge dall’Inghilterra e sbarca in Italia: prima a Firenze e poi cambia casa trasferendosi a Pescia rimanendo folgorato da questo angolo di territorio.Si narra che, un giorno, nel mentre stava facendo una visita abbia esclamato: “Che meraviglia! Ma questa è la Svizzera Pesciatina!” perché gli ricordava il tipico paesaggio elvetico con immense distese di prati verdi.Le cosiddette “dieci castella” sono Pietrabuona, Vellano, Sorana, Medicina, Fibbialla, Aramo, Castelvecchio, San Quirico, Stiappa e Pontito. Tutti borghi che si estendono in una sorta di ellisse che ha per estremi Pietrabuona a sud e Pontito a nord e che sono compresi in tre valli: Valleriana, Val di Torbola e Val di Forfora.Tutti e dieci i borghi sono interamente costruiti in pietra serena, esposti a sud, protetti da mura e da torre di avvistamento che col passare del tempo è diventata la torre campanaria. Di quei luoghi lo stesso Sismondi parlava così: “Le case sono costruite di buona e forte murata; hanno spesso quattro o cinque piani nel lato valle…la borgata è sempre circondata da robuste mura, e le strade, sebbene poco adatte all’eleganza”.Salendo da Pescia ci si trova di fronte un paesaggio immerso nel verde. Distese di boschi di castagni, ulivi, viti, terrazzamenti ben coltivati, mulini e cartiere, dislocate lungo la strada, compongono il territorio, rendendolo unico e meraviglioso. Da visitare!